E’ disponibile da oggi il Rapporto Giovani 2026, lavoro a cui hanno contribuito anche Rita Bichi, Stefania Leone ed Alessandro Rosina, anche autori e membri del CTS di “Giovani e comunità locali“. Non è una singola crisi a caratterizzare i giovani di oggi, ma una sequenza continua di eventi destabilizzanti, che ha reso l’incertezza la loro condizione di partenza. È da questa consapevolezza che prende avvio il Rapporto Giovani 2026 (ed. Il Mulino), promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo in collaborazione con l’Università Cattolica, con Ipsos e con il sostegno di Fondazione Cariplo.
Dall’11 settembre alla pandemia, dalla Grande Recessione al ritorno della guerra in Europa, diventare adulti nel XXI secolo significa fare i conti con un mondo strutturalmente instabile. Lavoro fragile, autonomia che si allontana, relazioni condizionate dalla precarietà. Eppure, i giovani non stanno fermi: chiedono spazio, voce e un ruolo nelle scelte collettive. La partecipazione al recente Referendum lo ha confermato.
Il Rapporto è disponibile nelle librerie e in formato elettronico.
La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2026
Nel 2025 i giovani hanno fatto sentire la propria voce in ogni parte del mondo. Dalle piazze del Nord Africa ai campus europei, dai movimenti per il clima alle richieste di pace e di giustizia sociale, la Generazione Z si è mostrata consapevole delle sfide globali, ma anche pronta a non rassegnarsi di fronte a difficoltà quotidiane come l’accesso alla casa, la stabilità lavorativa, la qualità dei servizi di welfare. L’edizione 2026 del Rapporto analizza il modo in cui i giovani affrontano questo complesso scenario, cercando di capire cosa frena e cosa favorisce il loro ruolo attivo nei percorsi di vita e nel contesto sociale ed economico. Attraverso una lettura comparata, il volume fotografa con rigore e sensibilità i mutamenti che attraversano le nuove generazioni, mettendo in luce i principali nodi critici e le risorse emergenti. Tra i temi approfonditi, la mobilità internazionale e le nuove forme di cittadinanza globale; le disuguaglianze economiche, territoriali e di salute; le relazioni affettive e i nuovi modi di costruire legami di fiducia; l’impatto delle fake news e dei nuovi media digitali sulla formazione delle opinioni e dei comportamenti civici; le esperienze di partecipazione al Giubileo.
La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2026
- Introduzione. Una generazione in bilico tra diseguaglianze e possibilità, di Alessandro Rosina
- PARTE PRIMA
- I. Giovani italiani e relazioni sentimentali: tra stabilità, benessere e autonomia, di Adriano Mauro Ellena e Francesca Luppi
- II. Alfabetizzazione giovanile per contrastare le fake news: coltivare il discernimento e le relazioni prosociali nell’era digitale, di Elena Marta, Sara Martinez Damia, Claudia Carissoli e Giuseppe Riva
- III. Andarsene o restare? Un confronto europeo sulla mobilità internazionale, di Alessandro Rosina ed Emiliano Sironi
- IV. Il Giubileo dei giovani italiani, di Fabio Introini, Cristina Pasqualini e Dalila Raccagni
- PARTE SECONDA
- V. L’importanza di contare. Il mattering comunitario tra diseguaglianze e ingiustizia sociale, di Giovanni Aresi ed Elena Marta
- VI. La generazione in bilico. I giovani tra dinamiche di povertà e risposta delle politiche, di Mauro Migliavacca e Guido Cavalca
- VII. Il benessere multidimensionale dei giovani. Differenze socioeconomiche su basi territoriali e cluster, di Rita Bichi, Stefania Leone e Andrea Orio
- VIII. La condizione giovanile in Puglia: opportunità attuali e aspettative per il futuro, di Elisa Calò, Alessandro Lombardi e Roberta Garganese
- IX. La situazione dei giovani in Romania: tendenze e diseguaglianze, di Claudia Petrescu, Adriana Neguț e Flavius Mihalache
- Nota metodologica, a cura di Ipsos
- Riferimenti bibliografici
- Gli autori e le autrici

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.

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