Rapporto CNEL: “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati” (dicembre 2025)”

Il recente rapporto del CNEL, “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati” (dicembre 2025), rivela una forte emigrazione giovanile (630.000 giovani 18-34enni tra il 2011-2024), con perdite significative di capitale umano e un bilancio netto negativo, evidenziando che i laureati sono tra i più propensi a partire e sottolineando la scarsa capacità attrattiva dell’Italia rispetto ad altri paesi europei, nonostante alcuni segnali di miglioramento nell’occupazione giovanile recente. L’Italia è ultima in Europa per attrazione di giovani, con quasi 8 italiani che partono per ogni giovane che arriva, e il fenomeno dei cervelli in fuga è strutturale, con costi economici ingenti. 

La glaciazione demografica in Italia ha ridotto – e ridurrà -, come in molti altri Paesi, il numero di giovani. Da 15,2 milioni della metà degli anni Novanta nel 2024 siamo scesi a 10,4 milioni, nonostante l’arrivo di quasi due milioni di giovani da Paesi a basso reddito. Senza nuovi ingressi, nel 2040 saranno circa 8,8 milioni.

A rendere la sfida più complessa è il fatto che molti giovani italiani scelgono di lasciare il Paese. Tra il 2011 e il 2024  – l’orizzonte temporale analizzato nel Rapporto CNEL – sono partiti in 441 mila, mentre dagli altri Paesi avanzati ne sono arrivati molti meno. La nuova ondata di emigrazione, iniziata nel 2011 nel pieno della crisi dei debiti sovrani, ha acquisito progressivamente una consistenza sempre maggiore. Così come è incrementata, tra i giovani espatriati, la quota dei laureati, la punta di diamante del nostro capitale umano.

Dati chiave del Rapporto (2011-2024)
  • Emigrazione: 630.000 giovani (18-34 anni) hanno lasciato l’Italia. Il 49% proveniva dal Nord, il 35% dal Sud.
  • Saldo netto: -441.000 giovani.
  • Valore capitale umano: Perdita stimata in 159,5 miliardi di euro.
  • Qualifiche: Tra i giovani partiti nel 2022-2024, il 42,1% erano laureati, in aumento rispetto alla media del periodo 2011-2024 (33,8%).
  • Attrattività: L’Italia attrae solo il 6% dei giovani europei, contro il 34% della Svizzera e il 32% della Spagna.
  • Percezione: Motivazioni principali per l’espatrio includono migliori opportunità lavorative, di studio e una qualità della vita superiore, evidenziando una carenza di sbocchi in Italia. 
Problema strutturale
  • Non solo Sud: L’emigrazione giovanile non è più un fenomeno solo meridionale; quasi la metà dei partiti viene dal Nord.
  • Fuga di talenti: Partono i giovani più qualificati, con costi elevati per il sistema paese.
  • Obiettivo CNEL: Rendere l’Italia più attrattiva richiede un cambio di passo culturale ed economico, con più merito, trasparenza e inclusione. 
Segnali di speranza (2023)
  • Nonostante la fuga, nel 2023 si è registrato un aumento dell’occupazione nella fascia 25-34 anni (dal 63% al 68%), che potrebbe indicare una maggiore attrattività delle aziende dovuta alla carenza di manodopera, ma il divario con la media UE rimane ampio. 
Dati chiave del Rapporto (2011-2024)
  • Emigrazione: 630.000 giovani (18-34 anni) hanno lasciato l’Italia. Il 49% proveniva dal Nord, il 35% dal Sud.
  • Saldo netto: -441.000 giovani.
  • Valore capitale umano: Perdita stimata in 159,5 miliardi di euro.
  • Qualifiche: Tra i giovani partiti nel 2022-2024, il 42,1% erano laureati, in aumento rispetto alla media del periodo 2011-2024 (33,8%).
  • Attrattività: L’Italia attrae solo il 6% dei giovani europei, contro il 34% della Svizzera e il 32% della Spagna.
  • Percezione: Motivazioni principali per l’espatrio includono migliori opportunità lavorative, di studio e una qualità della vita superiore, evidenziando una carenza di sbocchi in Italia. 
Problema strutturale
  • Non solo Sud: L’emigrazione giovanile non è più un fenomeno solo meridionale; quasi la metà dei partiti viene dal Nord.
  • Fuga di talenti: Partono i giovani più qualificati, con costi elevati per il sistema paese.
  • Obiettivo CNEL: Rendere l’Italia più attrattiva richiede un cambio di passo culturale ed economico, con più merito, trasparenza e inclusione. 
Segnali di speranza (2023)
  • Nonostante la fuga, nel 2023 si è registrato un aumento dell’occupazione nella fascia 25-34 anni (dal 63% al 68%), che potrebbe indicare una maggiore attrattività delle aziende dovuta alla carenza di manodopera, ma il divario con la media UE rimane ampio. 

 

Qui è scaricabile l’intero Rapporto

Fonte: CNEL: qui il testo dell’intero articolo

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