
Questo numero della rivista Giovani e Comunità Locali (Vol. 13, n. 1/2024) nasce nel solco della settima edizione del Convivium e affronta un tema cruciale per il presente e il futuro delle politiche giovanili: la relazione tra pubblico e privato nella costruzione di servizi, strategie e visioni che sostengano le nuove generazioni nel loro percorso verso l’età adulta. Ogni anno il Convivium Giovani e Comunità Locali è prima di tutto un invito a tornare nei luoghi in cui nascono le politiche, non nei palazzi ma nei territori, là dove le relazioni prendono forma.
L’edizione 2024 ha scelto di guardare da vicino un nodo cruciale: il rapporto tra pubblico e privato, tra istituzioni e comunità, tra ciò che decide e ciò che agisce. È in questo spazio di incontro – a volte faticoso, sempre vitale – che si gioca il futuro delle nuove generazioni.
L’introduzione lo ricorda con chiarezza: l’azione pubblica non basta da sola, e nemmeno l’iniziativa privata può sostituirla. Serve un patto di corresponsabilità, un’“amministrazione condivisa” capace di far dialogare risorse, visioni e linguaggi diversi. Il Convivium 2024 ha proseguito così il cammino avviato lo scorso anno, trasformando il dibattito in un laboratorio di esperienze, idee e testimonianze. Ed in questo nuovo numero di Giovani e Comunità Locali si esplora il rapporto tra istituzioni, terzo settore e comunità, tra normative, esperienze territoriali e visioni per il futuro.
È un numero denso, articolato e ricco di contributi: studiosi, amministratori, professionisti del terzo settore e testimoni autorevoli analizzano il quadro normativo, le funzioni della Pubblica Amministrazione, le aspettative dei giovani e il ruolo trasformativo delle reti sociali. Una riflessione che si muove costantemente tra teoria, prassi e prospettive, con l’obiettivo di contribuire alla maturazione di un modello di governance realmente condiviso.
Questo è l’indice e scarica qui il pdf della Rivista:
RELAZIONI:
- Emanuele Rossi, aprendo i lavori, ci ha guidato nel cuore dell’“amministrazione condivisa”, spiegando come il principio di sussidiarietà e la collaborazione con il Terzo Settore possano dare vita a un nuovo modo di essere istituzioni: non più solo autorità che regolano, ma comunità che si prendono cura insieme dei beni comuni. Relazione tra pubblico e privato nel quadro normativo nazionale. L’amministrazione condivisa di Emanuele Rossi
- Con Adriano Scaletta, il punto di vista della Pubblica Amministrazione si è fatto autocritico e realistico: le regole da sole non bastano, ciò che conta è la qualità delle relazioni, la fiducia costruita nel tempo, la capacità di imparare dall’esperienza. Le politiche giovanili, ci ricorda, hanno senso solo se nascono dall’ascolto e se sanno adattarsi alla velocità del cambiamento. Rapporto tra pubblico e privato nelle politiche giovanili. Il punto di vista della Pubblica Amministrazione di Adriano Scaletta
- Flaviano Zandonai, dal lato del privato sociale, ci invita invece a rileggere la parola “pubblico” in chiave plurale. I beni comuni, la cooperazione civica, la partecipazione diretta non sono nostalgie del passato, ma nuove frontiere di innovazione sociale. L’amministrazione condivisa diventa allora il luogo in cui cittadini, associazioni e istituzioni costruiscono insieme risposte ai bisogni collettivi, superando le barriere del “chi fa cosa”. Rapporto tra pubblico e privato nelle politiche giovanili. Il punto di vista del privato di Flaviano Zandonai
1. ENTI LOCALI ED ENTI PRIVATI NELLO SVILUPPO DELLE POLITICHE GIOVANILI (coordinatrice Simona Elmo)
| Gli Informagiovani in Piemonte di Paola Versino
| Lo sviluppo delle politiche giovanili in Trentino di Antonio Cristoforetti
2. RAPPORTO TRA SCUOLA E TERRITORIO (coordinatrice Maria Prodi)
3. RAPPORTO DELLE ORGANIZZAZIONI PUBBLICHE E PRIVATE (fondazioni, enti di sviluppo…) CON I MONDI VITALI NELL’AMBITO DELLE POLITICHE GIOVANILI (coordinatore Tiziano Salvaterra)
4. PRIVATO SOCIALE E CULTURA DI RETE (coordinatrice Serena Angioli)
RIFLESSIONI CONCLUSIVE nei gruppi di lavoro.
Nei gruppi di lavoro la riflessione si è fatta pratica e concreta.
Il primo gruppo, dedicato al ruolo di enti locali e privati nelle politiche giovanili, ha messo in luce la necessità di qualificare i soggetti coinvolti, promuovere l’aggregazione tra Comuni e fondare ogni intervento su dati e ascolto dei giovani.
Il secondo gruppo, sul rapporto tra scuola e territorio, ha mostrato come l’educazione diventi autentica solo se esce dalle aule e si intreccia con la vita delle comunità, costruendo alleanze educative diffuse e permanenti.
Il terzo gruppo, dedicato ai rapporti tra organizzazioni pubbliche e private e i mondi vitali delle politiche giovanili, ha indicato nella collaborazione stabile e nella governance condivisa la chiave per un ecosistema che generi partecipazione e innovazione.
Il quarto gruppo, su privato sociale e cultura di rete, ha esplorato la dimensione digitale come nuovo spazio di comunità: la rete come ambiente di inclusione, creatività e cittadinanza attiva, non solo come strumento tecnico.
Le riflessioni finali di Patrizio Bianchi, Rita Bichi e Giovanni Campagnoli ci accompagnano verso uno sguardo lungo: quello di chi crede che le politiche giovanili siano, prima di tutto, un investimento di fiducia nel domani. Le comunità locali – con la loro capacità di fare rete, di innovare e di educare alla corresponsabilità – sono il luogo da cui può rinascere una nuova idea di pubblico, partecipato e condiviso. In fondo, questa edizione ci consegna una convinzione semplice ma potente: le politiche per i giovani non sono un settore, sono un modo di pensare il Paese.
- Uno sguardo al futuro di Patrizio Bianchi
- Uno sguardo al futuro. Considerazioni (parte prima) di Rita Bichi
- Uno sguardo al futuro. Considerazioni (parte seconda) di Giovanni Campagnoli

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.
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