OpenPolis: In Italia più di un milione di minori è in condizioni di povertà assoluta

Se vent’anni fa erano gli anziani a essere più esposti all’indigenza, oggi i più colpiti sono bambini e bambine in famiglie numerose, nei nuclei monogenitoriali e con genitori disoccupati o operai. Investire in istruzione può contribuire a contrastare il fenomeno.

Nel 2024 quasi 1,3 milioni di minori in Italia si sono trovati in povertà assoluta, secondo i più recenti dati Istat. Si tratta del 13,8% dei residenti sotto i 18 anni. Un dato che resta stabile rispetto all’anno precedente ma che continua a rappresentare il livello più alto mai registrato dal 2014. Si conferma quindi una tendenza di lungo periodo che vede nei minori la fascia d’età che più spesso si trova a vivere in questa condizione. Non era così prima della recessione del 2008.

Una famiglia si trova in povertà assoluta quando non può permettersi le spese essenziali per condurre uno standard di vita minimamente accettabile. Vai a “Che cos’è la povertà assoluta”

Sebbene infatti questi nuovi dati non siano direttamente confrontabili con quelli di fine anni 2000, per un cambio metodologico, la dinamica resta chiara. Vent’anni fa la distanza generazionale era più contenuta e gli anziani risultavano la fascia più esposta al rischio di povertà. Oggi, invece, la situazione si è capovolta.

13,8% i minori che vivono in povertà assoluta in Italia nel 2024 rispetto al totale delle persone residenti con meno di 18 anni.

Altre tendenze ormai consolidate riguardano il fatto che la povertà assoluta tende ad aumentare al crescere del numero di figli a carico delle famiglie e al diminuire del livello di istruzione della persona di riferimento. Un titolo di studio più basso riduce infatti la possibilità di accedere a lavori qualificati e ben retribuiti, con effetti che si trasmettono da una generazione all’altra. Investire in istruzione può contribuire ad arginare questi fenomeni ma servono strumenti di monitoraggio sempre più aggiornati e capillari, per comprendere dove e come intervenire. In questo approfondimento analizziamo come queste dinamiche incidono sulla popolazione minorile e sulle loro famiglie. Con uno sguardo anche locale ai possibili fattori di disagio tra i nuclei con figli.

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