I giovani affrontano in Italia difficoltà per rendersi economicamente autonomi, raggiungere la piena maturità sociale e condizioni di vita soddisfacenti. Essi si trovano a sostenere la popolazione più anziana, inattiva, di dimensione relativamente sproporzionata e oneri derivanti da scelte a cui non hanno partecipato, come il debito pubblico e lo stato dell’ambiente. In aggiunta, hanno subito più di altri le conseguenze negative della crisi conseguente la pandemia da Covid-19, in tutti campi, dall’istruzione, alla socializzazione, al lavoro, alla cultura, etc.
Anche per questi motivi, le politiche a favore della “prossima generazione” costituiscono uno dei sei pilastri del Dispositivo europeo per la ripresa e resilienza. In Italia il Piano Nazionale di Ripresa Resilienza non ha dedicato una specifica missione a tale scopo, ma considerato i giovani una priorità trasversale. Il documento presenta una valutazione ex ante sul contributo che il Piano può apportare per ridurre il divario intergenerazionale in molti ambiti, compreso quello occupazionale.
Le relazioni presentate nell’ambito del seminario mettono in luce le misure del PNRR da monitorare più attentamente, se e come viene declinata la priorità giovani nell’attuazione concreta degli interventi e alcune proposte per assicurare anche in itinere una valutazione degli effetti del PNRR sui giovani provenienti dal Comitato per la Valutazione dell’Impatto Generazionale delle politiche pubbliche presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Interventi
Focus sul processo di attuazione del PNRR: analisi della trasversalità giovani

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.

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