Un volume che offre al Paese una nuova visione della scuola pubblica, risultato di due anni di ricerca empirica e studio sistematico da cui sono emerse dimensioni analitiche nuove, oggi indispensabili per interpretare la scuola diffusa: il contratto didattico territoriale, che ridefinisce ruoli e responsabilità quando la scuola si apre alla comunità; la trasposizione didattica estesa, che riorganizza i saperi in relazione agli spazi e ai linguaggi dei luoghi; la competenza spaziale, come forma avanzata di professionalità docente; l’interprofessionalità educativa, che descrive la collaborazione strutturale tra scuole, istituzioni culturali e attori del territorio. Un lavoro capillare, che ha raccolto Learning Story, interviste, documentazioni fotografiche e video, annotazioni etnografiche, narrazioni di scuola, costruendo un corpus ricco e articolato. Sono questi dati, letti criticamente e intrecciati con la letteratura pedagogica, a conferire al volume la sua solidità scientifica e la sua capacità di orientare riflessioni e decisioni sia nella comunità accademica sia nelle politiche educative.
I capitoli pur affrontando prospettive diverse, compongono un’unica visione di sistema. Il primo disegna la cornice teorica e politica della scuola diffusa, presentandola come una forma concreta della scuola estesa: un modello in cui città, cultura e territorio diventano infrastrutture educative e partecipano alla costruzione del curricolo. Questa parte offre oggi alla policy nazionale una definizione operativa chiara, necessaria per immaginare linee guida, interventi territoriali e traiettorie di innovazione sostenibile. Il secondo capitolo porta il lettore dentro gli ambienti di apprendimento e dentro la professionalità docente richiesta da una scuola che
abita musei, parchi e spazi pubblici. Qui prende forma il lavoro quotidiano di progettazione: le routine che sostengono l’esplorazione, le osservazioni sistematiche, l’indagine come metodo, i linguaggi dell’ambiente che diventano strumenti didattici. Ne emerge la nozione di competenza spaziale, una categoria oggi essenziale per comprendere il ruolo dell’insegnante in contesti educativi aperti e diffusi.
Il terzo capitolo apre invece alla dimensione dell’interprofessionalità. La scuola diffusa viene descritta come una costruzione collettiva in cui docenti, educatori, museologi, operatori culturali e amministratori collaborano stabilmente. Questa sezione mostra come si definiscono le responsabilità, come si condividono le scelte progettuali e come si costruisce una governance capace di rendere sostenibile — e replicabile — il modello in altri territori. È un passaggio cruciale per chi si occupa di politiche educative, perché identifica i dispositivi organizzativi che trasformano un’innovazione locale in una strategia scalabile.

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.
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