Nel dibattito pubblico fra studiosi e policy makers si rileva un consolidato interesse verso i giovani. La persistente “questione giovanile” deriva da una preoccupazione di fondo per una fase della vita sempre più complessa sul piano identitario, delle opportunità e qualità del lavoro, del protagonismo sociale più in generale.
La fase storica più recente si caratterizza soprattutto per il progressivo impoverimento demografico, tanto che giovani e adolescenti rischiano di divenire sempre più “merce rara”. Non a caso, i giovani costituiscono un ambito di interesse specifico nelle policy nazionali e comunitarie.
L’Unione europea (da ora Ue) ha predisposto una strategia ad hoc, per far sì che essi “si impegnino e diventino cittadini che partecipano attivamente alla democrazia e alla società”. I giovani sono anche un target prioritario del PNRR (priorità trasversale 1), unitamente alla parità di genere e al Mezzogiorno. Il Piano sottolinea come “la questione giovanile in Italia emerge nel confronto con gli altri Paesi europei […]. La mancanza di prospettive certe e di opportunità di sviluppo si manifesta sia nell’elevato tasso di emigrazione giovanile sia nei […] ritardi nelle competenze […]. Le azioni del Piano sono volte a recuperare il potenziale delle nuove generazioni e a […] favorire il loro protagonismo all’interno della società”.
Le preoccupazioni si accentuano nel caso dei giovani del Mezzogiorno, tema particolarmente complesso e attuale poiché associa più fattori di svantaggio, territoriale e generazionale, sottolineati dall’impianto operativo del PNRR. Su questo piano, le tendenze in atto sembrano prefigurare criticità accentuate, che si traducono in rischi strutturali, ossia di tenuta demografica per ampie aree del Mezzogiorno.
Il focus propone una riflessione sulla “condizione giovanile” con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia, centrata su alcuni temi rilevanti per questa fase della vita inquadrati in un’ottica di ricognizione dei divari territoriali e di mutamento fra generazioni. Si farà riferimento prioritario alla fascia d’età 18-34 anni, “età di passaggio” caratterizzata da un progressivo prolungamento dei percorsi formativi, da una tendenziale “moratoria del distacco” dalla famiglia e da un ingresso tutt’altro che agevole nel mondo del lavoro.

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.

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