“Fragili” è il Dossier realizzato da Salesiani per il sociale a partire da una ricerca inedita sulla Gen Z. Una fotografia di ragazze e ragazzi sospesi tra il desiderio di costruire il proprio futuro e una vulnerabilità emotiva diffusa, capace di guardare la realtà senza filtri, ma spesso priva di punti di riferimento solidi.
C’è una parola che attraversa le vite dei giovani di oggi senza definirle, ma interrogandole: fragilità.
È da qui che nasce “Fragili”, il dossier realizzato da Salesiani per il sociale a partire da una ricerca inedita sulla Generazione Z, uno strumento di lettura profondo e necessario per capire chi sono davvero i ragazzi e le ragazze che stanno crescendo in un mondo segnato da incertezze, crisi e rapide trasformazioni.
L’indagine condotta da AstraRicerche su un campione di quasi 1.100 giovani tra i 14 e i 20 anni e restituisce una fotografia lucida, a tratti spiazzante, della prima parte della Gen Z italiana. Una generazione sospesa tra il desiderio di costruire il proprio futuro e una vulnerabilità emotiva diffusa, capace di guardare la realtà senza filtri, ma spesso priva di punti di riferimento solidi.
I dati parlano chiaro. Poco più della metà dei giovani intervistati si dice soddisfatta di sé come persona (55,6%), mentre uno su due si sente stressato e sotto pressione (50,5%), con una sofferenza più accentuata tra le ragazze e tra chi vive in famiglie con difficoltà economiche. Il peso delle disuguaglianze, ancora una volta, incide sul benessere e sulle opportunità.
A preoccupare maggiormente i giovani italiani è il costo della vita, indicato come principale fonte di ansia dal 48,8% del campione, seguito dalla stagnazione dei salari e dalle guerre, percepite come una minaccia concreta e immediata. Timori che si riflettono anche sulla salute: se oltre il 60% dichiara una buona condizione fisica, la percezione della salute mentale si abbassa drasticamente. Solo il 42,2% la giudica buona, mentre per una parte significativa è appena sufficiente o addirittura insufficiente. Un segnale che trova riscontro nella crescente richiesta di supporto psicologico intercettata dalla rete di Salesiani per il sociale, soprattutto nei contesti di maggiore fragilità come le Case famiglia, dove educatori e psicologi garantiscono una presenza costante, giorno e notte.
A fronte di una salute fisica mediamente buona, solo il 42% dei giovani dichiara un buono stato di salute mentale
Dossier ‘Fragili’ 2026
Eppure, nonostante tutto, lo sguardo dei giovani sul futuro non è privo di speranza. La maggioranza immagina per sé un lavoro stabile nei prossimi dieci anni, ma emerge un dato che interroga il mondo adulto: solo la metà dei ragazzi considera adulti, insegnanti ed educatori un aiuto concreto nelle scelte di vita. Una distanza che il dossier ‘Fragili’ non si limita a denunciare, ma invita a colmare.
«I risultati della ricerca confermano ciò che osserviamo quotidianamente nei territori più fragili», sottolinea don Francesco Preite, presidente di Salesiani per il sociale. «Per molti ragazzi, l’accesso a servizi educativi, spazi protetti e relazioni qualificanti non è un supporto accessorio, ma una necessità. Investire oggi nella cura dei bambini e degli adolescenti significa costruire adulti più consapevoli e resilienti domani».

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.

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