Dalla Carta giovani automatica al riordino del servizio civile.
Il resto della legge, sei articoli in tre capi, si muove su un binario diverso: quello delle deleghe. Il Governo avrà sei mesi per riordinare le politiche giovanili e per rivedere il servizio civile universale.
I nuovi maggiorenni non dovranno più iscriversi a nulla per ottenere la Carta giovani nazionale. La Carta, finora attivabile solo registrandosi sull’app IO, sarà assegnata gratuitamente e in automatico a tutti i cittadini italiani ed europei tra i 18 e i 35 anni, e per la prima volta anche agli stranieri regolarmente residenti in Italia: un’estensione resa necessaria dal diritto Ue, che vieta di riservare beni e servizi ai soli cittadini nazionali.
Il decreto attuativo entro due mesi
Le regole operative arriveranno con un decreto entro sessanta giorni; fino ad allora restano valide le agevolazioni già previste dal 2020 – cinema, trasporti, musei, corsi di musica e lingue, piattaforme streaming – oggi coperte da 159 partner convenzionati e 179 opportunità attive sull’app. La gestione resta a carico del Fondo per le politiche giovanili, che nel 2026 vale 54,9 milioni di euro: nessuna risorsa aggiuntiva.
Le deleghe contenute nella legge
Il resto del testo, sei articoli in tre capi, si muove su un binario diverso: quello delle deleghe. Il Governo avrà sei mesi per riordinare le politiche giovanili – cioè per chi ha, in questo caso, tra 14 e 30 anni – e per rivedere il servizio civile universale, con un nuovo albo degli enti, controlli più stringenti e la certificazione delle competenze acquisite dai volontari.
L’Osservatorio per le politiche giovanili
Nasce anche l’Osservatorio permanente per le politiche per i giovani, ventiquattro componenti tra ministri e presidenti di enti, affiancato da un comitato tecnico-scientifico di nove membri.
Lo Youth Work
definire la disciplina per il riconoscimento della figura del lavoratore impegnato in ambito socio-educativo per i giovani, al fine di allineare il contesto nazionale alle prassi europee in materia di animazione socio-educativa (Youth Work) quale attività svolta in favore, da e con i giovani, attraverso metodologie di educazione formale e non formale, individuando, anche attraverso la costituzione di un tavolo di lavoro interistituzionale presieduto dall’Autorità politica delegata in materia di politiche giovanili, le competenze che tale figura deve possedere per operare in una pluralità di contesti, tra cui centri giovanili, associazioni, animazione di strada, media digitali e scambi giovanili europei, da acquisire attraverso specifici percorsi formativi, nel rispetto delle funzioni attribuite all’Agenzia italiana per la gioventù; Attualmente, in Italia, non esiste ancora un inquadramento legislativo dello “youth work”, ossia dell’animazione socioeducativa per i giovani, intesa come forma specifica di lavoro volontario o professionale rivolto all’età giovanile. Alcune regioni, grazie ad alcuni finanziamenti statali, hanno previsto azioni di riconoscimento dell’animazione socio-educativa nella fascia adolescenziale. Tra le principali forme di animazione socioeducativa riconosciute rientrano le seguenti:
▪ gli Spazi di aggregazione per adolescenti, promossi dall’art. 6 della Legge 285/19979 nella forma di “Servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero”; ▪ i gruppi educativi di sostegno che coinvolgono ragazzi e ragazze più a rischio, con finalità di accompagnamento allo studio scolastico;
▪ l’animazione socio-educativa di strada intesa come ‘attività rivolta a gruppi spontanei di adolescenti e giovani nei luoghi di ritrovo, finalizzata a costruire una relazione significativa tra di loro e con gli educatori’ e mirata a prevenire fattori di rischio e disagio sociale;
▪ l’animazione socio-educativa all’aperto (outdoor education), realizzata in Centri Estivi e Soggiorni vacanza;
▪ il Servizio Civile per Adolescenti, previsto come esperienza educativa basata sul coinvolgimento in attività di volontariato, in stretta collaborazione con le scuole e l’ufficio scolastico regionale;
▪ i Centri Informa Adolescenti, quale servizio informativo mirato ai bisogni e interessi degli adolescenti all’interno degli sportelli Informagiovani già presenti.

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.

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