Ricerca ISTAT a cui hanno risposto oltre 39mila giovanissimi, permettendo di comprendere come vivono l’amicizia e quali sono le differenze sia tra ragazzi e ragazze che tra stranieri e coetanei italiani.Creare e mantenere legami solidi sin da giovanissimi è fondamentale: nell’interazione con i coetanei si sviluppano competenze sociali ed emotive preziose come l’empatia, la comunicazione e la capacità di risolvere conflitti.
Frequentazioni tra pari
Innanzitutto, il 72,5% degli intervistati trascorre la maggior parte del tempo libero con gli amici almeno qualche volta a settimana; di contro, solo il 13,2% vede raramente gli amici o non li frequenta affatto.
Tra i maschi la frequentazione è più assidua: più di un ragazzo su quattro incontra gli amici tutti i giorni, contro il 16,4% delle ragazze.
Tra i ragazzi stranieri il 63,8% incontra gli amici più volte a settimana, oltre dieci punti percentuali in meno rispetto ai coetanei italiani, dato che in qualche modo mette in luce difficoltà relazionali maggiori. Ad un occhio attento poi non sfuggono le differenze tra le varie cittadinanze: in particolare, fra i ragazzi cinesi solo il 44,7% afferma di incontrare gli amici più volte a settimana, mentre per i giovanissimi marocchini e albanesi il dato è di poco inferiore a quello degli italiani.
Confidenze
Il confidente è l’amico con il quale condividere i propri pensieri e sentimenti senza paura di essere giudicati e con la certezza di poter contare su chi ti ascolta. L’86,3% dei ragazzi dichiara di avere almeno un amico con cui confidarsi e uno su due ne ha più di uno.
La confidenza sembra essere una caratteristica più comune tra le ragazze: oltre il 90% afferma di avere almeno una persona fidata con cui aprirsi, rispetto all’82,1% dei ragazzi. D’altra parte, se le ragazze dichiarano di poter contare su più amici fidati, i ragazzi sembrano leggermente più propensi ad avere un amico esclusivo.
Sul fronte delle diverse nazionalità, Albanesi, Romeni e Italiani hanno comportamenti simili, i Marocchini spiccano invece per avere un’unica relazione fidata. I Cinesi rappresentano la nazionalità con la percentuale più bassa di amici con cui confidarsi: il 65% rispetto all’80,4% del collettivo degli stranieri.
Telefono e web
Oltre agli incontri di persona, l’Istat ha anche rilevato il tempo dedicato ai contatti “a distanza”, mediante telefono o via web. Quasi uno su due fra gli 11-19enni mantiene contatti online più volte durante il giorno.
I contatti “a distanza” sono prerogativa delle ragazze: oltre la metà delle ragazze infatti interagisce mediante telefono o via web, contro il 43,2% dei maschi.
Il contatto a distanza è una modalità praticata da metà degli Italiani, da poco più di un terzo tra gli stranieri, e meno ancora fra i ragazzi di cittadinanza cinese e marocchina. La situazione cambia però quando si tratta di stringere nuove amicizie in rete, una realtà che riguarda oltre uno straniero su due, contro il 45,1% degli Italiani, con picchi tra gli Ucraini, seguiti da Romeni e Cinesi.
L’amicizia resta un pilastro nella vita dei giovani, ma le modalità di relazione cambiano: tra incontri di persona e contatti online, le differenze di genere e nazionalità raccontano sfide e opportunità per costruire legami autentici.

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.

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