LCon l’espressione “sentimenti democratici” si vuole intendere l’intreccio mutevole di emozioni, attrazioni, passioni, percezioni e consapevolezze che si provano nei confronti della formazione del bene comune, di una pacifica convivenza e di una giusta e compartecipata distribuzione e redistribuzione delle risorse.
La ricerca, svolta nel territorio bassanese, è stata progettata e gestita dall’Associazione 26 settembre 1944 – Vittorio Andolfato in collaborazione con Villa Angaran San Giuseppe – Adelante, l’Associazione Occhi Aperti per costruire Giustizia e con l’apporto scientifico dell’Osservatorio IUSVE “Giovani e futuro”.
Le domande della ricerca
Quanto il “sentire” democratico interessa i giovanissimi e le giovanissime del nostro territorio, quale l’attenzione verso i principi regolatori del nostro sistema di convivenza democratica così come è stato costruito nel tempo?
Cosa pensano gli adolescenti e le adolescenti bassanesi dei va- lori democratici, quali sono i valori a cui fanno principalmente ri- ferimento, quali sono i legami e la rete delle relazioni significative che caratterizzano la loro quotidianità e costruiscono il loro senso di appartenenza territoriale, sociale, associativa e poli- tica? Quali, dal loro punto di vista, gli aspetti critici oppure di forza di questo modo di stare insieme, di organizzare la società?
Infine, ma non da ultimo, questa loro costellazione di sentimenti si differenzia da quella che caratterizza le generazioni adulte? È conosciuta e compresa dagli adulti e da quanti hanno ruoli e responsabilità sociali, culturali e politiche a livello locale?
Esiste un paradosso sui giovani e la democrazia: diverse recenti ricerche hanno dimostrato come il declino del loro livello di par- tecipazione politica, da più parti sottolineato e rimproverato, sia solo apparente e sia invece in costante aumento da almeno due decenni. Certo, in modi non tradizionali, più informali, legati al nesso tra offline e online, ma radicato nella quotidianità delle esperienze.
In altri tempi, altri e altre giovani e giovanissimi hanno dato la loro vita e le loro energie per raggiungere la democrazia nel pe- riodo dell’occupazione nazi-fascista del nostro Paese. Cosa rimane nelle nostre famiglie, nei nostri ricordi di questo loro sacrificio e impegno, di questa loro tensione verso la demo- crazia? È sicuramente una fase storica lontana per gli adolescenti di oggi, anche se essa può generare narrazioni e rifles- sioni che vanno ricercate e sperimentate oltreché sostenute.
L’intenzionalità della ricerca va anche in questa direzione: raccogliere idee, opinioni, sentimenti e narrazioni di quel che pensano e sperimentano gli adolescenti sul vivere comune, sul bene collettivo, sui diritti individuali e collettivi. Individuare l’esistenza o meno, la natura e le forme di una possibile presenza della me- moria storica della Resistenza.
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Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.

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