Perché un toolkit sul protagonismo giovanile? Riflettere su pratiche, strumenti e attenzioni che consentono a ragazze e ragazzi di abitare attivamente i luoghi e i contesti in cui vivono è oggi una priorità necessaria per educatori, animatori, insegnanti, allenatori e, in generale, per tutti coloro che entrano in relazione con i giovani.
È un esercizio fondamentale per almeno due ragioni. Innanzitutto, la partecipazione giovanile è una condizione non accessoria per lo sviluppo democratico e armonico delle comunità. In un tempo mutevole, talvolta incerto e frammentato come quello che tutti viviamo, creare le condizioni perché i giovani possano prendere parola, agire da protagonisti e incidere nei contesti di vita quotidiana significa lavorare per la sostenibilità stessa dei contesti sociali e comunitari. La loro partecipazione non riguarda soltanto il loro benessere individuale, ma produce effetti collettivi: genera fiducia, rinsalda le relazioni intergenerazionali, alimenta il senso di appartenenza e di cura reciproca che ogni comunità richiede. In secondo luogo, perché è una richiesta degli stessi ragazzi: chiedono di essere presi sul serio, desiderano essere ascoltati e visti, vogliono trovare spazi in cui potersi esprimere. Serve uscire dalla narrazione che racconta di giovani apatici, difficili da coinvolgere, passivi. Tanti ragazzi e ragazze partecipano già. Lo fanno solo in modi diversi rispetto a quelli del passato. Prediligono forme più fluide e meno strutturate, si trovano a loro agio in gruppi e reti informali, utilizzano nuovi canali di espressione e vivono spazi che spesso sfuggono ai dispositivi tradizionali.
Il libro, ricordando e ringraziando Graziano, è scaricabile gratuitamente qui: https://www.pares.it/pubblicazioni

Giovanni Campagnoli è Direttore Scuole don Bosco Borgomanero (No) e Direttore della Fondazione Academy, ente di formazione su robotica e meccatronica, che si rivolge in modo particolare ai Neet. Presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia che si occupa in particolare di rigenerazione urbana, luoghi di produzione culturale giovanile e di start up culturali. Dal 2017 al 2021 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Dal 2004 dirige la net agency politichegiovanili.it, lavorando nell’ambito della ricerca, della consulenza e della formazione su politiche pubbliche per la gioventù, in particolare start up, nuovi lavori, spazi di aggregazione e centri di innovazione culturale e sociale. Docente all’Università Salesiana dall’A.A. 2019/2020, per il Ministero Cultura (MiC) ha sia attivato l’Osservatorio riuso sulla rigenerazione di spazi (http://osservatorioriuso.it ), sia fatto parte della Commissione del Programma Creative Living Lab. Valutatore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù del bando “Cosa vuoi fare da giovane?”, di tre edizioni di “Culturability” (Fondazione Unipolis) e Bando Ecosistemi Culturali di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e di tre Avvisi dell’Assessorato Cultura Regione Piemonte (Hangar, per cui ha lavorato per 5 anni, v. www.hangarpiemonte.it). Autore di articoli e saggi in materia di rigenerazione urbana ed innovazione culturale ha pubblicato – per Ilsole24ore – il testo “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, presentato in 220 date, con una pagina Facebook seguita da 110.000 persone. Nel 2017, per il Sole24ore, ha pubblicato (insieme al team di Hangar), “La (quasi) impresa. Manuale per operatori culturali”. Per Campus del Cambiamento (Milano) è formatore on line e cura il web format “Riusiamo l’Italia” su Youtube. Per Rete Iter (su finanziamento Dipartimento Gioventù), ha seguito il progetto “La grande bellezza” sulla rigenerazione di 5 spazi in Italia e l’attivazione della piattaforma on line sul matching tra spazi “vuoti disponibili” e potenziali riutilizzatori (v. http://www.mappa.riusiamolitalia.it ). Per la rivista di impresa Millionaire ha curato per cinque anni la rubrica mensile sulla rigenerazione dei luoghi, mantenendo lo sguardo sul project management della trasformazione da spazi vuoti a start up culturali e sociali, in particolari giovanili.
Nell’ambito delle politiche giovanili ha collaborato per anni con la Provincia autonoma di Trento, con Rete Iter, con le cooperative sociali Lotta di Sesto San Giovanni, Aurora Domus di Parma e Smart di Rovereto, con il Centro servizi volontariato Varese, con il Comune di Verbania e con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ha inoltre lavorato per il Comune di Rovereto (consulenza al Tavolo organizzazioni giovanili) e per le città di Formigine (progettazione incubatore tecnologico), Monza (candidatura a capitale italiana dei giovani) e Piacenza (progetto No Neet).
Dal 1993 al 2013 è stato amministratore della cooperativa sociale Vedogiovane (NO), occupandosi dell’area politiche giovanili, con attività di formazione e consulenza a molti enti pubblici e del terzo settore. Successivamente ha lavorato per l’Incubatore certificato Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale.
Sul tema delle politiche giovanili ha curato numerose ricerche e pubblicazioni.

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