Pubblicato il numero uno della rivista GCL

Fresco di codice ISSN e giusto in tempo per il primo giorno del seminario 2019 è uscito il primo numero della rivista Giovani e comunità locali: per scaricarlo vai qui.

Con quali occhi guardare al mondo giovanile, inizia così il numero uno della rivista Giovani e comunità locali. Il direttore responsabile Tiziano Salvaterra invita ad acuire lo sguardo sul mondo giovanile e, al tempo stesso, a prendere consapevolezza delle semplificazioni e generalizzazioni con cui molto spesso viene ritratto, sulle quali sono costruiti piani d’intervento che difficilmente arrivano al cuore delle questioni e alla possibilità di affrontarle.

Giovanni Campagnoli in Politiche giovanili, tra strategie europee di sviluppo e innovazione sociale rileva in questo 2019 una inversione di tendenza: da un lato torna a crescere il Fondo Nazionale per i Giovani, dall’altro i bandi della PA valorizzano sempre più la progettazione diretta da parte dei giovani accreditando le community under30 quali soggettività pienamente competenti nella creazione di valore sociale utile alla rigenerazione dei sistemi locali. Anche la nuova strategia europea 2019/2027, che si articola nelle tre priorità Engage, Connect ed Empower, sottolinea l’importanza dello youth work nel favorire nei giovani l’apprendimento delle competenze necessarie non solo per adattarsi a un mondo in evoluzione ma anche per potervi entrare a pieno titolo in qualità di fattori trasformativi.

Da qui, l’interessante accostamento tra youth work e project management, per quei casi in cui accompagnare i giovani dall’exploration all’execution (delle loro idee) si tramuta nella trasmissione di competenze imprenditoriali per l’implementazione di attività che possono avere come target tutte le età.

Daniele Morciano presenta un metodo di valutazione riflessiva e partecipata delle pratiche di youth work denominato Transformative Evaluation (TE) e sviluppato nell’ambito del progetto Erasmus plus “DCI YWE – Developing and Communicating the Impact of Youth Work in Europe”. L’articolo riporta un’esperienza di applicazione di questo metodo in Puglia e i risultati emersi rispetto al beneficio che ne hanno tratto gli operatori e le rispettive organizzazioni giovanili.

La TE fa leva sull’esperienza di co-apprendimento riflessivo che coinvolge ricercatore, youth worker e giovani. Nello specifico, prevede di coinvolgere i giovani nella narrazione di una propria storia sul cambiamento vissuto partecipando a un progetto o frequentando uno spazio giovanile. Si porta quindi l’attenzione sia sul cambiamento più significativo percepito dai giovani su sé stessi, sia sul cambiamento che la loro esperienza ha generato (o potrebbe farlo potenzialmente) sul territorio (a livello culturale, politico-istituzionale, economico-imprenditoriale ecc.).

Preso atto che i giovani sono sempre più “in svantaggio” sul piano demografico, del reddito, dell’accesso al lavoro e alle professioni, della tutela dei propri diritti, rispetto alle generazioni precedenti, l’articolo tripartito di Maria Grazia Gambardella, Paolo Paroni e Marco Mietto prende le mosse da un progetto realizzato in Piemonte con il contributo della Compagnia San Paolo in cui Istituto IARD ha provato a mettere le basi per la costruzione di un Indice delle Differenze Giovanili, quale strumento di osservazione, valutazione e programmazione delle politiche pubbliche nazionali, regionali e locali. Con un approccio smart e di facile impiego, l’Indice dovrà permettere ai decisori politici di individuare le variabili su cui lo svantaggio è più rilevante e poter agire sui fattori che permettano di ridurre la distanza, valutandone gli effetti nel tempo.

Roberto Albarea in La fiducia nella relazione educativa si propone di offrire una panoramica riguardante lo sviluppo del senso di fiducia nei contesti educativi. Ogni educatore è anche un insegnante, ma deve equilibrare (in dinamica antinomica) il versante dell’apprendimento delle discipline e quello della formazione dell’identità del soggetto che si forma. Se è vero che quella tra educatore e ragazzo è all’inizio una relazione tra disuguali in cui è evidente l’asimmetria di potere e autorità, è fondamentale che tale potere non degeneri in dominio ma evolva in potere di servizio e la relazione diventi relazione tra diversi. La fiducia – evidenzia Albarea – si costruisce in modo graduale e implica il rispetto delle regole, la cura educativa e il dialogo. La testimonianza dell’educatore che comunica, interagisce ed educa attraverso la sua persona è dunque fondamentale. L’autore espone poi alcuni accorgimenti attinenti l’autoformazione guidata e l’orientamento educativo/formativo, sottolineando la valenza positiva della narrazione, nella misura in cui l’identità cresce mano a mano che ognuno di noi sa raccontarsi e sa ascoltare.

L’intervista di Francesco Picello presenta l’esperienza di Cantiere Giovani a Napoli nord, un progetto corale di donne e uomini accomunati dalla convinzione che il cambiamento sia possibile, anche in un territorio con tanti record negativi come Frattamaggiore. Il dialogo con Pasqualino Costanzo, uno dei fondatori della cooperativa, porta a conoscere un modo di collocare le politiche giovanili all’interno di una più generale azione di cambiamento culturale della comunità locale che per accadere non può che coinvolgere – accanto ai giovani – l’intera comunità. In questa cornice i giovani vanno aiutati anzitutto a riconoscere le proprie capacità – in particolar modo uscendo dal territorio e rapportandosi con il diverso tramite progetti di mobilità -, quindi a prendere coscienza che impegnarsi, fare fatica, spendersi per il cambiamento che vorrebbero vedere non solo è un loro diritto ma anche una pratica necessaria per “svegliarsi” e iniziare a scegliere chi essere. Tutto ciò in opposizione a un immobilismo assai diffuso negli strati più fragili della popolazione, che induce ad accontentarsi, ad aspettare il favore del potente, a neppure immaginare che le cose possano essere diverse.

A seguire quelle che vorremmo fossero delle rubriche regolari della rivista:

  • i resoconti di due importanti eventi legati al mondo giovanile: La Conferenza mondiale dei ministri responsabili della gioventù 2019  e Il sinodo dei giovani della Chiesa Cattolica del 2018;
  • due recensioni. Un libro: La maestra e la camorrista. Perché in Italia resti quel che nasci del giornalista Federico Fubini, che abbiamo letto in preparazione del seminario della rivista del 29 e 30 agosto 2019 “Traiettorie. Come rileggere e riattivare la mobilità sociale dei giovani”. Una rivista scientifica internazionale: “Youth Voice Journal” dell’Independent Academic Research Studies.

Le illustrazioni che intervallano gli articoli sono state realizzate da Elisa Cuenca Tamariz di Cantiere Giovani, che ringraziamo di cuore, nell’ambito della promozione dei progetti e delle attività socio culturali della cooperativa.

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