PNRR e giovani: dove guardare?

Ricordiamo anzitutto qual è il quantum economico degli interventi mirati ai giovani:

prendendo a riferimento il totale delle sole risorse del PNRR, rappresentano circa l’11,5 per cento (21,9 miliardi circa), il 13,2 per cento (25,6 miliardi) riguarda misure che potrebbero avere riflessi positivi anche indiretti nella riduzione dei divari generazionali, mentre per la parte restante (75,4 per cento, pari a 144 miliardi) la possibilità di incidere per ridurre divari esistenti dipenderà molto dai dettagli dell’attuazione (Figura 3.1). Considerando anche le linee di finanziamento aggiuntive (React-EU e Fondo complementare), le risorse mirate ai giovani salgono invece a 25 miliardi così come incrementano anche quelle con potenziali ripercussioni, sebbene indirette, sulle diseguaglianze generazionali (26,3 miliardi) (Figura 3.2).” (Fonte: documento citato più avanti).

Il sito Italia Domani  della Presidenza del Consiglio dei Ministri presenta il PNRR e le varie misure dando evidenza dei bandi che vengono man mano pubblicati. Mentre qui si dà evidenza dei giovani quale priorità trasversale.

Portandosi sulla pagina dedicata ai bandi e usando il filtro Ministero delle Politiche Giovanili escono i due bandi del Servizio Civile, il primo, scaduto, rivolto agli individui e il secondo – in corso fino al 29/04/22 – rivolto agli enti iscritti all’albo del servizio civile.
Ovviamente è noto che le misure che impattano (o impatterebbero) sui giovani in modo diretto o indiretto riguardano molti altri Ministeri, come ad esempio quello dell’Istruzione, della Cultura o del Lavoro, tuttavia ci sembra importante rilevare che finora il Ministero dedicato ai giovani ha potuto intervenire solo sull’incremento dei numeri del Servizio Civile.

Per farsi un’idea complessiva sugli interventi e relative modalità con cui il PNRR dovrebbe impattare effettivamente sulle giovani generazioni è possibile consultare il sito della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze in cui qui è presente il documento  La condizione dei giovani in Italia e il potenziale contributo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per migliorarla , nonché le slide dei relatori del webinar del 4 marzo 2022 destinato a tale argomento.

In sede introduttiva si rileva che “le politiche a favore della “prossima generazione” costituiscono uno dei sei pilastri del Dispositivo europeo per la ripresa e resilienza” e benché “in Italia il Piano Nazionale di Ripresa Resilienza non abbia dedicato una specifica missione a tale scopo, ma considerato i giovani una priorità trasversale”  è comunque possibile effettuare “una valutazione ex ante sul contributo che il Piano può apportare per ridurre il divario intergenerazionale in molti ambiti, compreso quello occupazionale”, “sono tre, in particolare, le missioni che maggiormente incidono offrendo opportunità ai giovani: la missione Istruzione e ricerca, la missione Inclusione e coesione ma anche la missione Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, sotto vari profili”

I principali indicatori che sono stati usati come lente per leggere le varie misure  sono:

  • Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (BES)
  • Competenza numerica non adeguata (BES)
  • Giovani che non lavorano e non studiano (Neet) (BES)
  • Presenza di elementi di degrado nella zona in cui si vive (BES)
  • Giovani che vivono ancora con i genitori (Eurostat)
  • Tasso occupazione giovanile (BES)
  • Giovani che partecipano alla vita sociale (Istat)

Sulla base di questi indicatori, gli interventi del Piano sono stati distinti in misure “dirette”, ossia quelle direttamente riconducibili al fenomeno osservato con l’indicatore-chiave; misure “indirette” ossia quelle che potrebbero in maniera indiretta impattare sul fenomeno osservato; e – ovviamente laddove l’identificazione ex ante sia non possibile – “non classificabili”.

Premesso che come rivista Giovani e comunità locali ci preme evidenziare le azioni che rinforzano e incentivano l’interscambio tra i giovani e i contesti in cui vivono, cosa che accade soprattutto quando vengono messi in collegamento mondi diversi (come la scuola, gli spazi pubblici, i beni culturali, i mondi vitali, l’azienda..), ci sembrano potenzialmente interessanti i seguenti interventi:

  • nell’ambito della Missione 4 Istruzione e ricerca:
    • la misura Intervento Straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nei cicli I e II della scuola secondaria di secondo grado, prevede  programmi e iniziative di mentoring, counseling e orientamento professionale per aiutare gli studenti a scegliere e a costruire il proprio futuro. Se parliamo di mentoring e conseling non parliamo solo di progetto formativo o professionale ma di vita: come leggo il contesto in cui sono e come voglio inserirmi. Fatto così potrebbe avere un impatto importante. Segnaliamo anche il passaggio in cui si dice di rendere aperte le scuola al territorio “anche oltre l’orario. E’ evidente che ci si riferisce anzitutto alle palestre per lo svolgimento di attività sportive pomeridiane. Si potrebbe valutare anche altre forme di utilizzo degli spazi scolastici per attività di soggetti esterni alla scuola;
    • lo sviluppo del sistema ITS (formazione professionale post diploma). Gli ITS dovrebbero collegare in modo stretto e mirato la formazione dei giovani con i processi di innovazione delle imprese che necessitano di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche. Il fatto che gli ITS debbano avere la forma della Fondazione di partecipazione, secondo il modello di gestione pubblico-privata di attività no-profit e che i corsi debbano essere costruiti attraverso una progettazione condivisa e partecipata con le imprese e gli altri attori del sistema è un aspetto molto interessante perché costruisce una rete – anche locale – intorno al percorso formativo del giovane.

 

  • nell’ambito della Missione 5 Inclusione e coesione:
    • il potenziamento del cosiddetto Sistema Duale, ovvero la realizzazione di percorsi d’integrazione tra il sistema dell’istruzione e i datori di lavoro per ridurre il divario in termini di competenze tra scuola e impresa,  che segnaliamo per le stesse ragioni degli ITS e il potenziamento dei Centri per l’impiego, a condizione che vengano dotati di competenze e strumenti non generalisti ma specifici per i giovani. Anche considerato che il fenomeno dei NEET sorge spesso da motivazioni personali e di contesto che non sono di tipo occupazionale. E ovviamente va segnalato il potenziamento dei numeri del Servizio Civile;
    • i progetti di rigenerazione urbana quando destinati allo sviluppo di servizi socio culturali, educativi e didattici, ambiti nei quali in Italia da ormai molto tempo l’iniziativa e la creatività giovanile – anche in forma imprenditoriale – si distinguono in modo eminente.

 

  • nell’ambito della Missione 1 Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura:
    • la misura dedicata ai progetti di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici che tra gli altri potrebbero prevedere  la “i) creazione di piccoli servizi culturali anche a fini turistici; ii) la creazione e promozione di nuovi itinerari (es., itinerari tematici, percorsi storici) e visite guidate; iii) l’introduzione di sostegni finanziari per le attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali, volti a rilanciare le economie locali valorizzando i prodotti, i saperi e le tecniche del territorio”. Per il bando Borghi – scaduto qualche giorno fa – “sono stati adottati criteri di valutazione delle domande che privilegiano progetti con capacità di produrre effetti concreti nel contesto locale, tra cui l’occupazione giovanile. Questo bando è particolarmente interessante perché pone un intero contesto – appunto il borgo – come soggetto di sviluppo, aprendo in questo modo spazi di proposta e iniziativa giovanile inediti e magari caratterizzanti il progetto nella sua interezza.
    • sempre sul nesso giovani-turismo è previsto un credito d’imposta e contributo a fondo perduto per le imprese del settore turistico maggiorato di ulteriori 20.000 euro per le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da giovani, le società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai due terzi da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i due terzi da giovani, e le imprese individuali gestite da giovani (con età compresa tra i 18 anni e 35 anni). Inoltre, alla sezione speciale del Fondo di garanzia per il turismo, finalizzata ad agevolare l’accesso al credito da parte di albergo, agriturismo e altre strutture ricettive o comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, potranno anche accedere i giovani fino a 35 anni di età che intendono avviare una nuova attività nel settore turistico.

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