PIU’ GIOVANI. PIU’ CITTADINI. Idee per un’equità generazionale nel Recovery Plan.

Lunedì 14 giugno alle ore 18 la Rivista Giovani e comunità locali ha partecipato all’incontro online con i parlamentari di vari partiti sulle proposte del Manifesto “Prima il futuro. Prima i giovani”.
Dopo un’introduzione della giornalista Eleonora Voltolina sono intervenuti il senatore Antonio De Poli per Forza Italia (video registrato), Chiara Gribaudo per il Partito Democratico, Augusta Montaruli per Fratelli d’Italia e Anna Laura Orrico per il Movimento Cinque Stelle. Conclusioni di Massimo Ruggeri di CNCA.
L’auspicio soggiacente all’incontro/confronto chiaramente espresso dal Presidente di Rete Iter Paolo Paroni – anche in considerazione della vicinanza e comune sensibilità tra le varie forze politiche rispetti ai temi sollevati – è che possa prendere piede in Parlamento una iniziativa congiunta tra i vari gruppi parlamentari per la costruzione di una misura specifica che abbia un impatto positivo sulle giovani generazioni. “Sarebbe un segnale importante – afferma Paroni – di cui le giovani generazioni avrebbero bisogno.  Pur tenendo conto delle dinamiche, regole, tempi e priorità del Parlamento sarebbe bello riuscire a portare questo processo di confronto e proposta verso esiti  esiti concreti. Questa è l’aspirazione dei promotori del Manifesto, che nell’ipotesi dell’avvio di un iter parlamentare si porrebbero come attenti osservatori , sostenitori e nel limite del possibile portatori di un contributo costruttivo alla possibile attuazione delle iniziative”.
Antonio De Poli (FI): Il senatore rileva come nel manifesto siano presenti spunti molto importanti come le risorse per il diritto allo studio, incentivi allo smart working, la necessità di favorire l’imprenditoria giovanile, un piano per il riuso degli edifici abbandonati, fondi per le associazioni sportive. “C’è una grande differenza rispetto al passato, i nostri padri erano messi nelle condizioni di fare impresa, oggi al contrario molti giovani rinunciano alla loro idea imprenditoriale, ad aprire una startup, una partita iva…, bisogna recuperare il legame di fiducia tra lo stato e i giovani, che devono essere nelle migliori condizioni. Questo è indispensabile per far ripartire l’Italia e soprattutto per far si che le nuove generazioni siano le vere protagoniste del futuro La parola d’ordine non è assistenzialismo ma investimento su capitale umano e formazione. La burocrazia è il punto debole del sistema Italia, dobbiamo porre le basi per una società 5.0, quando parliamo di PA  sappiamo che una vera rivoluzione digitale passa attraverso il dialogo tra gli enti pubblici,  è necessario costruire una rete e per farlo serve un progetto vero e strategico”.
Chiara Gribaudo (PD):  La deputata dichiara di apprezzare il Manifesto: ci aiuta a sviluppare delle riflessioni che sono già in corso. Sono stata proprio chiamata dal segretario Letta per costruire delle proposte politiche che possono andare incontro alle nuove generazioni. Troppo a lungo è mancata l’attenzione politica nelle politiche, troppo poco i giovani sono stati messi al centro della riflessione”. Gribaudo sottolinea come sul PNRR ci sia stato un lavoro importante sulle clausole occupazionali per giovani e per le donne: “Dobbiamo favorire una buona occupazione, un apprendistato che funzioni in modo più sano, la flessibilità è fondamentale ma bisogna creare occupazione di qualità, anche fornendo una formazione di qualità”. E ancora: “Una proposta centrale del vostro documento è la valutazione ex ante ed ex post dell’impatto delle politiche sulle nuove generazioni. Questo sarà cruciale soprattutto nella fase di attuazione del PNRR, altrimenti si rischierà di perdersi nelle necessità e impellenze di spendere le risorse. Bisogna offrire delle prospettive occupazionale dignitose per i giovani, deve esserci equità tra le generazioni,  lavorare sulle competenze sarà strategico e fondamentale per i giovani di oggi che sono il futuro di domani, bisogna pensare a una scuola davvero inclusiva, più aperta… Mi sembra che la sensibilità del Governo Draghi sia significativa. Questo è un paese che non ha più dato e consegnato ai propri ragazzi il diritto al futuro. Abbiamo un occasione storica importante, non si tratta solo dei soldi del PNRR ma di ripensare il nostro paese. Le vostre proposte sono molto interessanti perché vanno in questa direzione e credo che possano essere uno strumento molto utile anche per il nostro lavoro legislativo, vi ringrazio per quello che avete fatto e che magari continueremo a fare insieme”.
Augusta Montaruli (FdI): La deputata pone in evidenza la proposta del Manifesto sulla misurazione dell’impatto generazionale sottolineando che essa non deve essere riferita soltanto al PNRR ma a “ogni provvedimento che di fatto viene emanato dal parlamento o dal governo. Non è un favore tanto ai giovani ma una misura necessaria per l’Italia, per monitorare la correttezza degli interventi che il legislatore promuove n ogni settore. Io credo che sia una proposta molto innovativa che ci può trovare molto d’accordo e che può trovare la convergenza di tutti i partiti”. Rispetto all’assenza di un pilastro giovani: “sul PNRR e sui giovani avrei preferito una missione che fosse riassuntiva delle misure per i giovani. Il PNRR se funziona nella sua scommessa avrà un percorso molto celere in forze delle scadenze UE: avere una missione completamente dedicata ai giovani permetteva una maggiore facilità nella verifica dell’effettivo impatto generazionale delle risorse messe in campo”. Rispetto al ruolo dell’opposizione: “il ruolo dell’opposizione è quello di verificare che effettivamente le varie misure introdotte tramite PNRR effettivamente abbiano un impatto generazionale. E in caso suggerire come aggiustare il tiro. Auspico che questo momento di confronto diventi una sorta di laboratorio permanente. Il PNRR è un grande debito che deve trasformarsi in un reale investimento che ha una ricaduta concreta positiva sulle nuove generazioni, vogliamo che il debito contratto sia un volano per le nuove generazioni. E’ questo un nostro dovere a prescindere da tutte le distinzioni tematiche e da tutte le divisioni politiche. Voglio anche sottolineare del Manifesto la parte del riutilizzo degli stabili in disuso, che credo essenziale per le nuove generazioni. Dare la possibilità ai giovani di dare nuova vita agli stabili e di creare dei laboratori al loro interno è un bell’esempio di come i giovani possono essere risorse per il futuro dei nostri contesti”.
Anna Laura Orrico (M5S): “Giovani, donne e sud sono spesso temi che mastichiamo per poi rigurgitarli. E’ l’intero paese che dovrebbe approcciare il tema e non il problema dei giovani. In chiave positiva e propositiva dobbiamo cercare di creare un paese all’altezza delle loro aspettative. Ad oggi non sappiamo come questi temi verranno tramutati in azioni che daranno vita a delle opportunità che riguardano questa categoria di politiche pubbliche. Ad oggi il Parlamento non possiede le schede progettuali che daranno concretezza alla visioni del PNRR. Sarà importante una fase di monitoraggio continua  e costante che possa essere da indirizzo per il governo. Il tema lavoro è sicuramente centrale quando parliamo di giovani e opportunità,  ci sono tirocini e tirocini, dobbiamo fare chiarezza e portare legalità. Importante il ripristino della costituzione online delle startup che aiuta i giovani che avviano una startup ad affrontare il ginepraio delle burocrazia italiana. Una battaglia avversata dai notai e in cui la politica cerca di essere innovativa rispetto alle resistenze in favore dei giovani.  A volte bastano degli interventi chirurgici: come il Fondo Cultura  istituito all’interno del Decreto Rilancio che permette ai giovani di superare il problema della fideiussione al momento dell’ottenimento dei finanziamenti pubblici. Da sottolineare il tema del riuso degli spazi sottoutilizzati che i nostri giovani possono vedere come spazi alternativi per realizzare non solo startup ma anche progetti di innovazione sociale e culturale, luoghi di senso, dove ricostituire le nostre comunità in particolare nelle aree interne e nei borghi. Gli spazi vuoti  possono diventare spazi di creazione, innovazione, formazione di competenze legate allo sviluppo di un economia diffusa che valorizza le caratteristiche di un territorio, partendo dai suoi asset e intorno ai quali costruire imprese di comunità, composte da  cittadini, associazioni, enti pubblici e imprese, che partecipano alla costruzione di un modello economico più giusto ed eco sostenibile.”

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