Normativa

Sul sito del Dipartimento per le politiche giovanili, vi è la piattaforma Youth Wiki Italia che offre una panoramica molto completa sulle politiche giovanili, evidenziando un quadro nazionale dove manca ancora una legge sui giovani, pur in presenza dell‘articolo 31 della Costituzione, che afferma “La Repubblica tutela i giovani, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”. Nel corso degli anni si sono succeduti diversi disegni di leggi, senza mai arrivare all’approvazione definitiva di un testo. Dal 2006, anno di costituzione del Ministero alla gioventù (e di un fondo ad hoc), sono state adottate logiche più promozionali ed innovative nel lavoro con i giovani, superando il mero finanziamento ad interventi di tipo riparativo e preventivo.

Esistono e sono operativi il Consiglio Nazionale dei Giovani e l’Agenzia Nazionale Gioventù.

Non esiste invece un coordinamento dei servizi per i giovani (es. Coordinamento nazionale Informagiovani, o dei Forum, o Consulte, oppure un Registro dei centri giovani, un elenco delle organizzazioni giovanili o delle organizzazioni sociali che si occupano di giovani, un Albo degli youth workers…). Non vi è ancora un luogo di progettazione e scambio a livello nazionale. Eppure nel territorio crescono buone pratiche, interventi innovativi, progettualità diverse anche grazie ai bandi del Dipartimento e dell’ANG. Tutto questo sviluppo è avvenuto a “macchia di leopardo” e non ha ancora portato a un sistema di progettazione concertato con tutti gli attori. 

Ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, le questioni relative ai giovani sono disciplinate da legislazione concorrente. Pertanto, il potere legislativo sulla materia delle politiche giovanili è attribuito tanto al Governo centrale quanto alle Regioni e alle Province autonome. La determinazione dei principi fondamentali è invece riservata alla legge dello Stato. Le “intese” Stato Regioni ed Enti locali sulle politiche giovanili sono un passaggio importante, in quanto determinano gli obiettivi della strategia nazionale.

La nostra Repubblica ha visto il primo Piano Nazionale Giovani nel 2007 (presentato dalla Ministra Melandri e qui anche con i relativi risultati), con un ritardo di oltre 60 anni nei confronti di altri Stati europei. L’azione del Ministero per i primi anni è stata di slancio ad una nuova progettualità per colmare il gap con gli altri Paesi europei in questo ambito. Le attività ed i Programmi del Ministero sono puntualmente aggiornati sul web istituzionale www.politichegiovanili.gov.it/  .

Il Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili, istituito a partire dal 2007, con una dote di 130 milioni di euro per i primi tre anni, ha permesso lo sviluppo di azioni di interesse nazionale, ma anche il coinvolgimento attivo delle Regioni in sede di Conferenza Unificata, dove avvengono le intese sulla ripartizione del Fondo tra Stato, Regioni, Province e Comuni. Negli anni, le risorse del fondo si sono notevolmente ridotte (5,3 milioni nel 2013), per poi arrivare a circa 70 milioni nell’anno 2021, ripartiti tra Stato, Regioni ed enti locali. Questi accordi vengono rinegoziati annualmente. 

Una valutazione sui risultati realizzati dalle azioni derivanti dal Fondo, è stata effettuata nel 2013 dalla Corte dei Conti, con l’indagine di controllo sul “Fondo per le politiche giovanili” .

Molte le criticità espresse dalla Corte relativamente al Fondo per le politiche giovanili: in particolare il trasferimento delle risorse dal livello nazionale a quello regionale, seppur condotto con logiche di concertazione, è avvenuto con qualche frizione sull’articolazione delle competenze, con un percorso non lineare e, ad avviso della Corte, non coerente con l’approccio iniziale, che ha prodotto in concreto una rimodulazione delle risorse per le attività successive.

Va sottolineato come la polverizzazione dei progetti, la riconduzione a tematiche generiche e sovrapponibili, le difficoltà nel portare a compimento i progetti stessi, fattori che hanno determinato una vischiosità nell’impiego delle risorse, sono riscontrabili sia sul piano nazionale che su quello locale.

Alle carenze rilevate sotto il profilo programmatorio vanno aggiunte quelle dovute all’assenza di un reale monitoraggio qualitativo che non ha consentito un’effettiva valutazione dei risultati, anche qui sia in ambito nazionale che in ambito locale.

Si dà atto che il Dipartimento, dando seguito alle indicazioni della Corte, sia in occasione della predisposizione della relazione di accompagnamento al bilancio preventivo della P.C.M. per il 2013, sia nel decreto di ripartizione del Fondo del novembre 2012, ha assegnato la priorità per la destinazione delle risorse di competenza statale all’analisi dei risultati, per realizzare un effettivo monitoraggio qualitativo degli interventi precedentemente finanziati dal Fondo, attraverso la costruzione di indicatori di output ed outcome, anche per individuare le best practices orientandole a possibili start up d’impresa ed avviare un processo di programmazione che superi le lacune rilevate.

Alla stessa stregua, sul piano territoriale e locale, andrebbe valutata la possibilità di inserire, a livello di Intese programmatiche, nella sede della Conferenza Unificata, la previsione di un sistema di monitoraggio qualitativo che affianchi quello preesistente di natura finanziaria.

Vanno segnalati quegli interventi che sul piano territoriale hanno presentato una dinamica tendente a creare una rete, come nel caso dei Piani locali giovani, in qualche modo mirata a dare una sistematicità ad azioni altrimenti polverizzate.

Alcune interessanti iniziative, che soprattutto in ambito nazionale è stato possibile intercettare nella loro evoluzione, hanno peraltro indicato l’ampio margine disponibile per realizzare un percorso più incisivo, per il quale il Dipartimento ha mostrato l’impegno a mettere in campo strumenti adeguati, sia per l’effettivo monitoraggio sia per l’azione di accompagnamento di cui si è detto.*

Sempre su questo tema, interessante le riflessioni di Rete Iter contenute nell’articolo Quando le politiche giovanili innovano la spesa pubblica”.

Per eventuali approfondimenti, è scaricabile un articolo (curato da Giovanni Campagnoli per IPRASE Trentino nel 2010) sullo sviluppo delle politiche giovanili in Italia ed in Europa nel testo di Bazzanella A. (a cura di), Investire nelle nuove generazioni: modelli di politiche giovanili in Italia e in Europa, Trento: IPRASE del Trentino (cap 2,3,4).

Vedi: https://issuu.com/giovannicampagnoli/docs/2010_iprase

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