GIOVANI E

LAVORI

“Works”, diario letterario sulle numerose esperienze lavorative intraprese da Vitaliano Trevisan prima di diventare scrittore, rappresenta meglio di molti studi sociologici che cosa significa, per un giovane che vive nel Nordest, trovare e perdere il lavoro.
Ma il memoir di Trevisan ci spinge anche a chiederci: che senso ha il lavoro per i giovani di oggi? Nel loro immaginario contribuisce ancora alla costruzione dell’identità personale e di quella collettiva? Li connette alla comunità locale o alla globalità a-centrica?
Saranno queste alcune delle domande, accanto ai mille altri contraddittori aspetti che caratterizzano la realtà lavorativo-occupazionale  odierna che si prospetta ai giovani – start-up, industria 4.0, gig economy, neet, hikikomori, mobilità internazionale, ecc.. – a catturare l’interesse della sezione “giovani e lavori”.  Un interesse che  sappia coniugare il perimetro del già noto e consolidato all’apertura verso orizzonti nuovi e inediti; un interesse capace di accogliere contributi di taglio differente, da quello teorico-riflessivo a quello narrativo-esperienziale, dallo studio empirico-descrittivo all’analisi interpretativa. 

“Giovani e lavori” vorrebbe diventare uno spazio costruttivo di confronto e di discussione tra operatori, rappresentanti istituzionali e giovani. Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità – come saggiamente suggeriva Calvino – saranno i nostri principi guida.

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